
Il concerto spazierà dal dixieland agli standard jazz, dalle big band alla musica funky, fino ai grandi successi pop degli anni ’80
Sabato 29 marzo, il Museo del Saxofono di Fiumicino ospiterà un evento musicale di grande impatto, un concerto che fonde la solennità degli ottoni con l’energia travolgente del funky, dello swing e del pop. Il palco vedrà protagonisti i Brassense, un ensemble nato con una formazione classica, ma capace di esplorare nuove sonorità grazie a un repertorio che attraversa generi e epoche musicali.
La serata avrà inizio con la consueta formula dell’apericena alle ore 20:00 (costo 17 euro), seguito dal concerto alle 21:00. I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati in loco o sul circuito Liveticket (18 euro + 1 di prevendita).
I Brassense, il cui nome nasce dall’unione di Brass (ottoni) e Sense (sensibilità musicale), propongono una rilettura originale e moderna del repertorio classico per ottoni. La formazione, composta da Francesco Marsigliese e Giuseppe Panico (trombe), Gabriele Gregori (corno), Palmiro Del Brocco (trombone), Maurizio Capuano (tuba), insieme a Alberto Botta (batteria), Alfredo Bochicchio (chitarra) e alla voce e percussioni di Irina Arozarena, regalerà al pubblico uno show dal forte impatto ritmico ed emotivo.
Attraverso arrangiamenti originali curati dal M° Ivan Marini, il concerto spazierà dal dixieland agli standard jazz, dalle big band alla musica funky, fino ai grandi successi pop degli anni ’80. Non si tratta di un semplice concerto, ma di un’esperienza interattiva, in cui il pubblico è parte attiva dello spettacolo, coinvolto in un dialogo musicale dinamico e coinvolgente.
Il gruppo è composto da musicisti di grande esperienza, con collaborazioni che spaziano da Renzo Arbore a Mario Biondi, da Gegè Telesforo a Christian De Sica, fino a festival internazionali come Umbria Jazz e l’Ascona Traditional Jazz Festival. Ognuno di loro porta nel progetto la propria sensibilità musicale, rendendo ogni esibizione unica e imprevedibile.
Una serata imperdibile, nel segno della qualità musicale e della contaminazione tra generi, in una location che è già di per sé un omaggio alla musica e alla sua storia.